Infatuazione: il fantastico gioco dell'amore

La gamma è vasta:innamoramento, infatuazione, attrazione, cotte che bruciano così in fretta che abbiamo il dubbio ci abbiano davvero infiammati oppure amori che nel tempo insistono, persistono e si stabilizzano.

L’infatuazione è, di solito, la forma di attaccamento tipica del periodo adolescenziale, in cui i giovani prendono coraggio ad esprimere i propri sentimenti vincendo la ritrosia della timidezza e non sentono più alcuna tensione emotiva nell’aver desiderio dell’altro. E’ una fase importante dell’individuo che sperimenta attraverso la tensione ad un altro essere umano la prima autonomia dall’affetto familiare tipicamente fusionale, totale. E’ un modo per diventare adulti e costruire una propria personalità emotiva differente da quella trasmessa in casa.

L’infatuazione però non è preclusa per altre età e momenti della vita. Spesso è un modo nelle persone adulte per riprendere e affrontare un periodo della propria esistenza che le ha viste sole, deprivate di un bene, offrendo loro l’occasione perché nuove possibilità si aprano e siano di risposta ad uno stato di tristezza o depressivo.

Inoltre, dal momento che l’infatuazione indica anche il bisogno di cambiare, può succedere che come nel gioco delle ombre cinesi, si proietti sull’altro un’urgenza che indica ad osservarlo o viverlo come il nostro bisogno impone e non come l’altro è davvero. Nell’adolescenza tale passaggio è fisiologico e naturale e alla delusione, segue di pari passo un percorso di crescita che però, nell’individuo adulto o anziano, non lo mette al riparo dal rischio di un crollo psicologico. Non è così improbabile infatti che all’esiguità delle alternative e alle ridotte possibilità di recupero, la sofferenza vada davvero davvero oltre il livello di guardia, tracimando.

Infatuazione: le sue dinamiche

Diversa ancora dall’infatuazione dall’innamoramento, la cosiddetta cotta. Questa avviene in persone adulte, le quali si coinvolgono per delle parti dell’altro che sono reali: la piacevolezza dell’aspetto, il ruolo sociale, il lavoro che svolgono, le qualità intellettive. Non avviene quindi una deformazione della realtà, non totalmente almeno, anche se il soggetto che riceve le nostre attenzioni di norma è più idealizzato di quanto davvero non sia attinente egli stesso a ciò che è realmente. Se il rapporto contempla uno scambio ed eventi in favore, come la condivisione di una floridezza economica o una compensazione a delle mancanze personali, anche se l’aspettativa originaria viene delusa, è possibile continuare e che il rapporto, una volta stabilito, non si incrini.

Sembrerà poco plausibile ma non pochi sono i matrimoni che si basano su un attaccamento che contempla la “cotta”, l’idealizzazione e quindi l’illusione che la caratterizza ma se gli incentivi di tipo psicologico e materiale vengono alimentati, rinforzati, non è escluso che qualora nel frattempo avvenga una maturazione individuale, questo si trasformi e si consolidi in altro. E dunque in un sentimento d’amore.

Il sentimento d’amore (leggi qui) non di rado diventa una condizione essenziale che quando è in atto, non solo ci riguarda, ci appartiene ma soprattutto ci caratterizza, mutandoci e portando a maturazione e consentendo l’evoluzione di due persone che si ritrovano su uno stesso piano emotivo e ad un buon livello diautonomia (dunque in un tempo che sia giusto per entrambi, indipendentemente dall’età anagrafica), rivelandosi una vera e propria risorsa. Ciò avviene quando siamo in grado di integrare in noi stessi esigenze che non sono solo nostre (al di là delle situazioni psicologiche che rispecchiano il passato e che invece di essere motivo di distanza, si realizzano quale essenziale e incessante confronto) e quando siamo emotivamente autosufficienti: tale equilibrio, ci consente di prendere su di noi l’altro per quello che è, senza alcuna proiezione psichica.

L’infatuazione comunque alla base, contempla un aspetto che le è proprio e che è dato dall’attrazione fisica. In tale “stato di grazia”, vi è l’aspettativa talora di un bisogno di amore che affonda in vissuti più o meno intensi legati all’infanzia o ad un trauma o alla compensazione di un vuoto.

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Le caratteristiche dell’infatuazione si possono sintetizzare nei seguenti segnali:

  • La persona che ci leva il sonno è una vera e propria ossessione: ci diamo un gran da fare per incontrarla, scovare il suo numero di telefono, seguire la sua bacheca su facebook, i cambi di status o seguirne le orme su altri social, sperando di poter carpirne qualche segreto, rivelazione, pensiero.

  • Siamo nervosi, emozionati, non sappiamo come rivolgerci a questa per il timore di sbagliare e quindi o ci mostriamo espansivi o ci chiudete nell’inazione: le farfalle nello stomaco sono una costante

  • Non abbiamo fame, siamo come inebetiti e ci ritroviamo con un sorriso fisso da emiparesi sul viso oppure siamo distratti, lontani

  • Il cuore, quando ci imbattiamo (e quasi mai sono coincidenze, perché ci adoperiamo affinché non lo siano) nella persona che ci piace è a mille e il battito possiamo sentirlo anche nel condotto uditivo!

  • Fissiamo il cellulare come in catalessi, in attesa di un cenno di lui/o/lei

  • Contiamo le ore che ci separano da un possibile contatto

  • Ci sembra che ogni suo aspetto sia prezioso e ineguagliabile.

  • Abbiamo molti pensieri riguardo noi e l’altro, su cosa fare assieme. Fantastichiamo per una vacanza, un viaggio o addirittura una casa, dei figli, immaginiamo di avere un animale domestico da portare a passeggio e tutto rigorosamente assieme.

  • Passioni che prima neanche ci sfiorava l’idea di condividere ora diventano interessanti semplicemente perché sono le sue e troviamo simpatici anche i suoi amici, le sue frequentazioni: iniziano a piacerci anche i luoghi dove si reca

  • Si conclude repentinamente, spesso senza strascichi a meno che non ne riceviamo una delusione che ci riporti al Pianeta Terra o più semplicemente non si trasformi come crisalide, nella farfalla dello stadio successivo che è l’innamoramento.

L’infatuazione come tutte le emozioni umane si può dunque considerare la risposta ad una richiesta interiore di cui non è detto che si sia consapevoli. Proprio per questo può definirsi anche quel particolare stato emotivo che ci porta a considerare l’altro “non vedendolo” se non per ciò che “a noi serve”, attribuendogli più spesso tutti i significati e i sentimenti che sono necessari a riempire un qualche vuoto o curare una qualche ferita più che esprimere una precisa volontà di condivisione (infatti spesso è a senso unico) e che può svanire rapidamente come consolidarsi in altro e più profondo scambio.

Infatuazione: i segnali

  1. Nervosismo
  2. Poco appetito
  3. Emozione
  4. Pensieri di coppia
  5. Passioni nuove

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Un felice percorso di seduzione,
Domenico (Autore e Motivatore Relazionale)

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